Articolo di :

Silvia Ferrari

La leggenda di Mimosa

150 150 Silvia Ferrari

Un giorno una ragazza vide in un bosco un albero spoglio e senza fiori,  mentre intorno la natura stava iniziando a rifiorire. Attese l’inizio della primavera ma l’albero non fioriva. Passò l’estate, arrivarono l’autunno e l’inverno, poi di nuovo la primavera, ma l’albero rimaneva sempre spoglio e lei diventava triste ogni giorno di più. 

Allora gli chiese: “ Perché non fiorisci? Che cosa stai aspettando?“ Ma l’albero non rispose  e lei se ne andò. 

Alcuni giorni  dopo tornò con un sacco di sassolini bianchi che aveva raccolto nel tempo, per decorare quella parte di bosco rimasta spoglia. 

Gettò  i sassolini vicino ai piedi dell’albero, sperando forse che la natura avrebbe capito e aiutato quei rami secchi  a fiorire. 

Durante la notte, accadde che i sassolini, illuminati dalla luna, si colorarono di giallo.

Il mattino seguente,  la ragazza tornò nel bosco e vide al posto dei sassi, tanti fiorellini gialli. 

Il vento, con una  magia, li fece volare sopra i rami di quell’albero spoglio.

Che meraviglia!!!

Un albero di palline gialle, a cui la ragazza diede il suo nome: Mimosa. 

Da allora  divenne il simbolo della forza e della bellezza della donna, elegante e raffinata, decisa e generosa. Lei non si era arresa, aveva atteso con speranza che qualcosa cambiasse intorno e poi, con grande sorpresa,  la natura continuò a regalare il bello da guardare e da condividere con tutte le ragazze, le bambine e le donne del mondo. 

L’albero che legge

150 150 Silvia Ferrari

C’è un grande albero blu come il mare

con rami lunghi in cui puoi cercare

la stella più intensa e più luminosa

per ogni bimbo o bambina curiosa.

L’albero ogni sera è più luminoso

indossa di luci un mantello prezioso,

è il momento più bello della giornata

 stiamo vicini fino a notte inoltrata.

Leggiamo un libro della buonanotte

tra fate, folletti e pentole rotte,

la luce dell’albero ci scalda il cuore

e ci addormentiamo col suo tepore.

Poi al risveglio il libro posiamo

nella casetta che già conosciamo,

quella dei libri e della fantasia

che rende a tutti lieta la via.

Un altro giorno inizia di nuovo

vicino all’albero io mi ritrovo,

il suo bagliore farà compagnia

a chi leggerà questa lieta poesia.

Nuovo anno

150 150 Silvia Ferrari

Come ogni anno siamo a sperare

che qualche cosa possa cambiare,

ma l’ anno nuovo non  ha  potere 

se  non siamo disposti a volere…   

Vorrei successo nel mio lavoro 

vorrei amici e star bene con loro, 

forse vorrei più scarpe e vestiti

viaggi lontani non ancora partiti. 

Vorrei una macchina o motocicletta

per correre via sempre più in fretta,

la  casa dei sogni vorrei abitare

senza pensieri di ristrutturare. 

Ah quante cose, caro anno nuovo

ma poi realmente cosa ritrovo?

Ritroverò tutti i miei desideri

quelli preziosi, autentici e veri. 

Nel nuovo anno avrò la famiglia

con mio marito, mio figlio e mia figlia, 

insieme potremo render le cose 

da semplici a belle o meravigliose. 

Avrò il lavoro che ho desiderato

con tanta fatica ora è arrivato,

saprò gli amici  sceglier con cura

con riservatezza e senza paura.  

Macchine e viaggi da rimandare 

a nuove occasioni da valutare, 

la casa in cui vivo è bella e  accogliente 

se fosse diversa non varrebbe  niente. 

Ah quante cose, caro anno nuovo

che per fortuna sempre ritrovo, 

quel che desidero intensamente 

sono salute, lavoro e la mente. 

Quel che desidero è un po’ di pace

per fare ogni giorno ciò che mi piace,

desidero amore, stupore ed  affetto

insieme a bellezza, gioia e rispetto. 

L’augurio per questo anno nuovo

è che sia tutto sempre grandioso, 

non sarà facile ma con impegno 

potrò gioir di avventure e d’ingegno. 

Che possiam scegliere e ritrovare 

quel che felice ci faccia stare, 

che possiam vivere serenamente

senza desiderare più  niente. 

Allora tutto  sarà una magia

e il nuovo anno lieto sia,

con ritmo scandito ma silenzioso 

regali emozioni e tempo prezioso!

I veri influencer

150 150 Silvia Ferrari

Perché questo Natale possa lasciare finalmente spazio ai veri “influencer”, quelli capaci di creare la magia della vita che ogni giorno si rinnova con saette o scintille.
Ogni saetta serva a ripartire con forza e ogni scintilla possa illuminare mente e cuore.

Chi sono i veri influencer?
Genitori, insegnanti, educatori, allenatori, amici, nonni. Persone che lavorano in diversi ambiti, chi con affetto lascia un segno educativo e formativo, un esempio di fatica, perseveranza e mete raggiunte.
Ognuno di loro, in modo post-moderno sa orientare con verità e saggezza.
Ognuno di loro agisce per tentativi, prove ed errori così si impara, si cresce. Soprattutto si imparano il rispetto, l’amore, l’educazione.
Eccoli, i veri influencer, che forse non hanno seguito sui social o non ci sono proprio in questo ambiente. Socrate in passato parlava di bellezza nel possedere virtù e sapersi relazionare agli altri.
È bene ricordare che la bellezza interiore parte dalla quotidianità vissuta “live”, da quello che sembra superato oggi ma è solo offuscato: l’educazione esiste ancora per fortuna, ne sono la prova molte ragazze e ragazzi che hanno legami in famiglia, che non hanno bisogno di mettersi in mostra perché nel loro intimo l’educazione c’è e si vede.
Spesso i legami cambiano, si spezzano e se ne creano altri, comunque capaci di lasciare un segno positivo. Troppo facile per tutti nascondersi dietro alle difficoltà del cammino senza impegnarsi, ad aspettare che siano sempre gli altri a fare un gesto. Servono coraggio e impegno sia per dare che per ricevere.
Influencer si diventa e occorre lavorare duramente per rendere efficace e luminosa la vita reale, avere un seguito, con capitale umano, con emozioni vere, con la bellezza del cuore, la sola in grado di arricchirci e formarci!

Influencer è sinonimo di responsabilità morale e sociale, quella che spesso ci fa stare da una parte o dall’altra della strada.

Ai veri influencer della vita, dico grazie e mi auguro che si moltiplichino fino a contagiare di bellezza l’intera società, attraverso esempi, confronti e progetti di vita duraturi.

Il tempo del Natale

150 150 Silvia Ferrari

Ci fu un tempo in cui il Natale

era tutto ciò che vale,

ora a volte dentro o fuori

recitiamo come attori.

Con il cambio della  luna

sian per te forza e fortuna,

molte cose son diverse

tra regali e vite perse.

Ciò che vale più dell’oro

è il tuo tempo, gran tesoro,

se si aggiunge anche l’affetto

sarà solo gran diletto.

Siano liete le giornate

tra amicizia e le risate,

e nella tua dolce vita

tutto sia sempre in salita!

Buon dicembre

150 150 Silvia Ferrari

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Buon dicembre, buona magia
che porti a tutti sana allegria!
Ci siano giorni di ricchezza
quella del cuore, una certezza.

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Intorno alla vita luci e colori,
profumi d’inverno con sapori
per gustare ogni momento
che sia felice oppur tormento.

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Canzoni e dolci melodie
si diffondan per le vie,
si respiri aria di mistero,
arriva il Natale, quello vero!

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Non solo quello della festa,
Natale nasce da cuore e testa
per ricordare all’umanità
di vivere uniti e in serenità.

⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Il compleanno

150 150 Silvia Ferrari

Mi sono svegliata di buon umore

tra nostalgia e gioia nel cuore,

c’è il compleanno da ricordare

tra giorni di vita o da sognare.



Il compleanno è una partenza

unita a forza ed esperienza,

per nuovi inizi e avvenimenti

che siano tristi oppure contenti.


Il compleanno è condivisione

di vari momenti con le persone,

di smile e messaggi sui social postati

oppure di fiori appena sbocciati.


Il compleanno è un giorno normale

che si trasforma in lieto e speciale,

auguri e sorrisi non mancheranno

perciò si prosegua per tutto l’anno!

Ognissanti

150 150 Silvia Ferrari

L’origine della Festa di Ognissanti risale ai primi secoli del cristianesimo, i cristiani commemoravano i santi in diverse date. Nel 837, Papa Gregorio IV rese ufficiale la celebrazione di Ognissanti il 1° novembre, in sostituzione delle festività pagane dell’autunno che celebravano i morti.

Questa data, è una festività cristiana dedicata a tutti i santi, un momento per onorare i defunti e riflettere sulla vita dei santi. 

Tradizionalmente, in Italia, si visitano i cimiteri, si accendono candele e si preparano cibi tradizionali, come i “pan dei morti” e i dolci tipici decorati che simboleggiano il ricordo dei cari scomparsi. 

 Le chiese celebrano messe speciali con canti e preghiere dedicate, mentre in alcune zone si organizzano eventi come fiere o processioni. 

La festa di Ognissanti ha inoltre un profondo significato filosofico, che può essere considerato da più punti di vista. Ad esempio la riflessione sull’importanza della vita in contrasto con  la fragilità della quotidianità. 

Ognissanti sottolinea il valore dell’appartenenza ad una comunità, valorizzando il legame tra le persone. Attraverso le narrazioni della vita dei santi, esempi virtuosi, si riscoprono valori morali, etici e sociali. 

La festa diventa così un momento di introspezione, memoria e connessione con la spiritualità. Un modo come un altro per far del bene, costruire legami duraturi e generativi, scoprire aspetti poco piacevoli o positivi delle situazioni e agire per migliorare la propria vita in relazione a quella degli altri, tutti alla ricerca della pace e della felicità.

Una sagra scoppiettante

150 150 Silvia Ferrari

Una domenica proprio speciale

c’è gran fermento in ogni locale,

grande è l’attesa per l’occasione

accordi e sorrisi tra le persone.

Ci si prepara alla Messa in chiesa

celebrazione da molti  attesa,

preghiere unite a  canti corali

voci  profonde oppur celestiali.

Tra le bancarelle e le  attività

quest’anno c’è anche una novità:

accoglieremo due grandi campioni

esempi di vita e  grandi emozioni.

Per concludere poi la serata

apericena a notte inoltrata,

la Sagra così ci saluterà

lasciandoci colmi di felicità.

Questi nostri figli

150 150 Silvia Ferrari

Ore 7:45, pioggia e traffico in città che rende gli spostamenti un pochino più complicati. Tutto rallenta per lasciare spazio al suono incessante dell’acqua che in qualche modo scandisce il tempo. Tempo che in ogni situazione regala occasioni di esperienze e di crescita.

Oggi ancora una volta mi sono stupita della bellezza della natura, anche se avevo freddo e avevo nostalgia dell’estate. Arrivata a destinazione, in coda per forza, ho visto cosa accadeva tra genitori, figli e figlie. Tutto è avvenuto in pochi minuti che sono durati tantissimo, dovevo parcheggiare, ma non riuscivo perché molte auto ferme a lato della carreggiata ostruivano il passaggio.

Ho atteso che alcuni genitori scendessero dalla loro auto con l’ombrello, facessero scendere i figli o le figlie e prendessero anche il loro zaino o trolley. Li hanno riparati con cura e hanno portato lo zaino, assicurandosi di chiudere l’auto, neanche con le quattro frecce, impedendo a noi di procedere e di trovare un parcheggio.

Nell’arco di tempo dedicato a questo rituale, ho lasciato spazio ad alcune riflessioni che condivido:

anch’io ho due figli che peraltro ho sempre accompagnato a scuola, alternandomi con mio marito, ma in caso di pioggia, dicevamo semplicemente di scendere in fretta per evitare di bagnarsi troppo. A volte bastava il cappuccio ed era divertente per loro.

Presumo che sia stato così per la maggior parta dei ragazzini e ragazzine di 12 o 13 anni, almeno fino a qualch anno fa…

Allora perché questi eccessi? All’inizio del racconto ho usato la parola “con cura”, ma questa non è cura, è più che altro paura di affrontare, da parte dei genitori e di conseguenza dei figli, i piccoli cambiamenti che fanno crescere. Cambiare, lasciar fare è un impegno educativo sfidante ma necessario.

La pedagogia di Maria Montessori già in tempi lontani ci ha insegnato che l’educazione dei bambini parte da un ambiente di cura pensato per loro, ma in cui loro imparano ad essere autonomi, loro sono i protagonisti.

La sfida di oggi è saperlo fare nella società dell’immagine, dell’apparire, in cui pare che servano mille attenzioni per evitare la fatica a questi nostri figli.  Sostituirci ai nostri figli, non li renderà persone migliori e non lo saremo neanche noi, anzi, avremo fallito come educatori. Insegniamo ai bambini e ai ragazzi che l’errore a scuola è un motivo di crescita e conquisa, perché i tentativi successivi saranno vincenti. Allora lasciamo anche che la pioggia, in molte altre situazioni, bagni i nostri figli, qualche goccia non farà male, li porterà attraverso il problem solving a trovare il modo efficace di  ripararsi, difendersi, arricchirsi, inventarsi e divertirsi insieme ai coetanei. Ogni loro conquista, ogni piccolo cambiamento, sarà per noi motivo di orgoglio e potremo ritornare a vivere in pace il nostro ruolo di genitore, per offrire esempi sostenibili ed efficaci, lasciando fare senza sostituirsi, amando e prendendoci cura dei figli, permettendo loro di cercare la migliore versione di se stessi.

Bibliografia:

F. Cambi, C. Di Bari, D. Sarsini  “Il mondo dell’infanzia”, 2019  Maggioli Editore

G. Nardone “Problem solving strategico”, 2019 Ponte alle Grazie Editore